KEPOS

Semestrale di letteratura italiana

Direzione: Antonello Fabio Caterino (Università degli Studi del Molise) e Francesca Favaro (Università degli Studi di Padova)

Comitato scientifico: Giovanna Battaglino (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), Luca Beltrami (Università degli Studi di Genova), Alberto Beniscelli (Università degli Studi di Genova), Francesca Bianco (Università degli Studi di Padova), Marcello Bolpagni (Univerzita Palackého v Olomouci), Maria Grazia Bonanno (Università di Roma “Tor Vergata”), Lorenzo Braccesi (Università degli Studi di Padova), Eleonora Cavallini (Università di Bologna), Maria Di Maro (Università degli Studi di Bari), Wafaa El Beih (Helwan University), Marco Faini (Università di Venezia), Fabio Finotti (University of Pennsylvania, Philadelphia), Marco Daniele Limongelli (University of Kyoto), Giuseppe Lozza (Università degli Studi di Milano), Quinto Marini (Università degli Studi di Genova), Nikica Mihaljevic (Sveučilište u Splitu), Antonio Montefusco (Università Ca’ Foscari), Salvatore Puggioni (Università degli Studi di Padova), Mario Andrea Rigoni (Università degli Studi di Padova), Cristiano Rocchio (Eberhard Karls Universität Tübingen), Enrica Salvaneschi (Università degli Studi di Genova), Mauro Sarnelli (Università degli Studi di Sassari), Jiří Špička (Univerzita Palackého v Olomouci), Barbara Tonzar (Univerzita Palackého v Olomouci), Simone Turco (Università degli Studi di Genova), Gianni Venturi (Università degli Studi di Firenze), Stefano Verdino (Università degli Studi di Genova), Claudia Zavaglini (Univerzita Palackého v Olomouci).

ISSN 2611-6685

ANCE E247635

Url: www.keposrivista.it

 

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Minimi, non minores

Anno 2019 - N. 1
(a cura di Alessia Marini)

EDITORIALE
ANTONELLO FABIO CATERINO, FRANCESCA FAVARO, Minimi, non minores
Nel breve articolo viene delineato il tema del numero 1/2019 Minimi, non minore, sottolineandone il carattere di riscoperta ed approfondimento di autori al di fuori del canone letterario, che contraddistingue i contributi, rispondenti alla Call For Papers, inseriti nella rubrica "Saggi".
Pag. 9
SAGGI
MATTIA CAPONI, Quale Parigi? Nota alla Parigi di Lorenzo Viani
Il contribuo prova a descrivere l'idea di spazio nel libro di Lorenzo Vanni Parigi. Lo scopo è di collezionare un numero di referenze critiche per morstrare come le relazioni topologiche hanno effetti sul punto di vista di Vanni. Inoltre, cerca di investigare come il "linguaggio protestatario" dell'autore sia una forma di politica, le cui conseguenze possono essere rintracciare in Parigi e nel gusto per la deformazione vanniana. Partendo da questo, il saggio studia come la lotta e la "politicizzacione dell'arte" si mostrino in Parigi.
Pag. 11-30

SAMANTA CASALI, Ercole Luigi Morselli, scrittore e drammaturgo ribelle dall’anima inquieta
Ercole Luigi Morselli fu uno scrittore italiano del ventesimo secolo. Glauco fu il romanzo più famoso che scrisse e i suoi manoscritti vengono conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.
Pag. 31-47

ANTONELLO FABIO CATERINO, Echi ‘petrosi’ nel Cinquecento italiano. Mario Colonna e le sue Pietre Madrigali: edizione, commento e disamina prosodica
Lo scopo di questo saggio è offrire un'edizione dei madrigali di Mario Colonna, poeta attivo nella Firenze di Cosimo I. I madrigali di Colonna sono "petrosi", pieni di riferimenti dal mondo minerale - tutti riferiti alla sua donna. L'articolo prova a mettere in relazione i testi con la fortuna di Dante e Petrarca nel XVI secolo e vuole inserirli correttamente nella storia dei madrigali rinascimentali.
Pag. 48-62

GABRIELE D'ANGELI, L'uomo di Torino di Velso Mucci. Appunti per una lettura critica
Velso Mucci è uno degli autori meno conosciuti in Italia e in Europa, anche se le sue opere, dalla saggistica filosofica e politica alla critica d'arte, dalla poesia al romanzo, mirano a rinnovare profondamente la cultura italiana ed europea. L'uomo di Torino, il suo ultimo lavoro incompiuto, è una prova di questo sforzo, perché il romanzo si rivolge al realismo e alienazione nella nostra società contemporanea con un nuovo punto di vista, prendendo il sopravvento e superare le lezioni di Joyce, Proust e Kafka.
Pag. 63-89

FLAMINIO DI BIAGI, Vittorio Imbriani: tecniche s/compositive del romanzo
Questo articolo è una breve analisi circa i meccanismi narrativi del romanzo più famoso di Vittorio Imbriani - Dio ne scampi dagli Orsenigo. In termini di scelte linguistiche, riferimenti culturali, approcci narrativi, relazione con il proprio lettore, il lavoro di Imbriani sembra davvero inusuale per i suoi tempi, e sorprendentemente moderno: sembra tracciare il percorso verso diverse strategie letterarie del Novecento. Il documento mira a sottolineare, discutendo anche alcuni dei confini di una programmatica presenza aggressiva e ingombrante dello scrittore all'interno della narrazione.
Pag. 90-103

CINZIA GALLO, Vestru di Serafino Amabile Guastella: un’importante prova di un autore ‘minore’
L'articolo analizza la poesia Vestru, una delle opere di S.A. Guastella più trascurate dalla critica, evidenziando alcuni aspetti molto interessanti: Guastella gioca con ed affronta delle domande linguistiche, poiché critica i precedenti poeti siciliani per aver usato un Siciliano piuttosto che la lingua siciliana. Invece, le persone hanno un'attitudine naturale per il linguaggio letterario, capace di rinnovare la nostra tradizione poetica, pieno di banali e convenzionali espressioni. La "tinturìa" del protagonista, quindi, è la sua inerzia e incapacità di agire, che sembra anticipare i temi analoghi della letteratura del XX secolo. Il poema termina con ventiquattro note esplicative, in cui Guastella trascrive gli usi e costumi del popolo siciliano, compresi i nomi delle persone che ne parlavano. Questo testimonia le due anime di Guastella, quella dello studioso delle tradizioni popolari e quella dell'artista.
Pag. 104-115

ALESSANDRA MARFOGLIA, Nella 'rete'. Società borghese, esercizio di potere, diritto e consapevolezza tra XIX e XX sec.: Clarice Gouzy Tartufari racconta una donna del suo tempo
Solo recentemente l'omicidio per onore è stato delegittimato in Italia; è comunque vero che le meteoriti sociali del vecchio ordine continuano a cadere sulla nostra legislazione. L'omicidio legato al genere di donne e ragazze, infatti, è un fenomeno storico con radici profonde. è collegato ad una nozione istituzionale di matrimonio come contratto in cui la donna è una futura madre, quindi un bene. per questa ragione il matrimonio diventa una relazione tra il possessore e il posseduto. Questo breve saggio analizza alcuni testi di Clarice Gouzy Tartufari (1868-1933) e in particolare "Rete d'Acciaio", dove racconta la storia di una coppia sposata che sembra andare verso un destino fatale. il marito prova a difendere la moglie dalla propria possessività, ma finirà con l'ucciderla. Il focus è qui sullo stato sociale e sul contesto culturale cui appartengono i personaggi, che per primo svilisce lei ed il suo io, solo perché è una "femmina".
Pag. 116-136

PIER PAOLO PAVAROTTI, «Piuttosto mi adatterò in un grande angolino nella produzione italiana»: la intermittente riscoperta di Mario La Cava, tra classicità ed attualità
Questo documento, passando dall'ampia corrispondenza tra il noto siciliano Leonardo Sciascia e quello calabrese, ancora oggi sottovalutato, Mario La Cava, cerca di mostrare le prove di un risveglio di questo ex autore della cultura italiana del dopoguerra. Una ricerca selettiva è stata fatta sulle opere di La Cava, tra cui il suo aforistico debutto «Caratteri», il pittoresco «Viaggio in Israele», il socialmente impegnato «I fatti di Casignana», e gli studi critici più recenti. Risultati interessanti ruotano intorno il suo rigore morale e il suo stile classico, entrambi suggeriscono l'opportunità di ricavarne una nuova edizione critica, riassemblando anche la corrispondenza sparsa oltre la sua produzione narrativa, drammatica, critica e giornalistica.
Pag. 137-157

CINZIA SACCOTELLI, La Mirtilla di Isabella Andreini
Isabella Andreini fu un'attrice, una commediante gelosa, un'accademica intenta e una poetessa italiana. Molto giovane si unì alla Compagnia dei Gelosi e recitò in vari teatri Italiani e anche alla corte del re Enrico VIII di Francia. Una delle sue grandi interpretazioni fu la parte maschile di Aminta, una favola pastorale di Torquato Tasso, nel 1573. Dopo alcuni anni Isabella scrisse e pubblicò un'opera pastorale, sul modello di Tasso, Mirtilla, che è stata ristampata più volte e persino tradotta in francese. Questo si apre con un dialogo tra Amore e Venere, la cornice principale vede sviluppare intrighi tra pastori e ninfe che continuamente si lamentano della loro condizione di amanti disperati. Seguendo le classiche regole della favola pastorale, Isabella Andreini intreccia diverse storie d'amore che scioglie tutte nell'ultima parte, facendo trionfare l'amore. La presenza decisiva delle donne che guidano e dirigono la storia è fondamentale.
Pag. 158-179

ALESSANDRA TREVISAN, L’arte della gioia di Goliarda Sapienza: una pubblicazione lunga vent’anni (1978-1998)
La pubblicazione del romanzo L'arte della gioia di Goliarda Sapienza è arrivata per l'Italia in Italia1998, dopo vent'anni dall'edizione completa destinata alle case editrici e dopo molti rifiuti. L'articolo vuole ricostruire il percorso del periodo 1978-1994 in mettendo in relazione documenti di archivi editi e inediti, nonché i romanzi e i libri pubblicati nel contesto degli anni Settanta e Ottanta: aiutano ad esporre le varie cause della mancanza di successo durante la sua vita.
Pag. 180-2017

SIMONE TURCO, Qui d’infinito altrove. Appunti e spunti critici su Cristiana Bortolotti, cantrice di ‘ciò che «resta»’
Il documento mira ad illustrare la poesia di Cristiana Bortolotti attraverso l'analisi di due poesie di La ruggine e la rosa, una delle sue collezioni più emblematiche. Si sostiene che il modo in cui Bortolotti gestisce il problema esistenziale si basa sulla nozione di secchezza di Montale, ma varia sul concetto originale di obiettivo correlativo in modo da creare un aspetto peculiare relazione tra la parola e il mondo. Bortolotti avrebbe posto al centro di la sua poesia l'idea di "rimanere" come aspetto autentico e indistruttibile della realtà, con la memoria come uno dei suoi punti focali. Si sostiene che il suo recupero di un lessico prezioso, difficile da comprendere e persino estraneo possa essere paragonato al modo di ricreare di Pascoli mito nel presente. Infine, viene fornito un suggerimento sul rapporto di Bortolotti con Amelia Rosselli, da sviluppare in ulteriori studi.
Pag. 208-221
VARIA
ELEONORA CAVALLINI, «L'inutilità del suo peso avvilito»: riminiscenze omeriche in una lettera di Giuseppe Ungaretti a Mario Puccini
L'articolo propone alcune osservazioni circa le riminiscensce omeriche in una lettera che Giuseppe Ungaretti inviò al suo amico Mario Puccini nel 1917.
Pag. 224-227

ALESSIA MARINI, I Giordano Bruno del XXI secolo: gli eretici delle DH. Progetti, tecnologie e iniziative per comprendere la galassia dell’informatica umanistica
Lo scopo di questo saggio è offrire una breve panoramica circa i progetti e le iniziative correlate alla galassia delle Digital Humanities. La riflessione parte dalla comparazione provocatoria tra lo scetticismo della Chiesa sulle posizioni di Giordano Bruno e quello degli umanisti nei confronti delle implementazioni tecnologiche. Lo scopo del saggio è quindi quello di allentare i sospetti illustrando dove scienza e letteratura si incontrano, senza perdere il rigore ecdotico.
Pag. 228-242

MOHAMMED NAGUIB, La crisi dell'intellettuale e il dramma di conversazione ne La conversazione continuamente interrotta di Ennio Flaiano
Le due guerre mondiali, l'era fascista, gli anni della ricostruzione e dello sviluppo. Questi sono gli eventi più significativi del ventesimo secolo, in cui l'intellettuale soffrì grandemente. Nelle nebbie di questo clima, Flaiano si sentiva inutile in una cultura, letteratura e critica che non lo aveva sufficientemente notato. In Flaiano sembra quindi inevitabile il ricorso al sarcasmo e all'autoironia che fa da balsamo alle delusioni e all'insoddisfazione per la sua carriera non sempre rosea. Flaiano si inserisce autobiograficamente in "La conversazione continuamente interrotta", parlando della crisi intellettuale del periodo bellico (una crisi che è la sua crisi). Si nota in Flaiano una speranza radicata di civilizzazione nella stupidità dei conflitti e delle contraddizioni che dominano l'umanità.
Pag. 243-263

PAOLA PIZII, La scrittrice del respiro dell’anima: Neera
il saggio si focalizza su Neera (Anna Radius Zuccari) una scrittrice del tardo XIX secolo che fu molto lette ai suoi tempi, ma ad oggi quasi del tutto dimenticata. Fu stimata da Verga, Capuana, Marinetti e altri importanti autori e ci sono moltissime lettere che lo provano. Si confrontò con il tema della condizione femminile e fu stimata anche da Benedetto Croce che scrisse una prefazione a Una giovinezza del secolo XIX.
Pag. 264-281

ISABELLA PROCACCI, «Me Venus artificem tenero praefecit Amori»: Ovidio e Savioli, poeti d’Amori
Lo scopo di questo articolo è fare una comparazione tra gli Amores di Ovidio e Amori di Savioli, solo parzialmente iniziato ma non propriamente esaminato, analizzando specificatamente la tematica della natura. A questo fini, si parte con l'identificazione dei riferimenti culturali e letterati di Bolognese durante la seconda metà del XVII secolo, sottolineando l'abbandono del modello petrarchesco e la rivalutazione dell'elegia classica latina e in particolare quella di Ovidio. Si va avanti illustrando l'arrivo di Savioli alle elegie ovidiane e i suoi tentativi di tradurli e adattarli ai suoi tempi. Si nota, infine, la capacità di Savioli di adattare i suoi testi al modello ovidiano con una grazie ed una musicalità uniche.
Pag. 282-305

MOHAMMED SALAH, Guareschi e le sentinelle del progresso
Il saggio analizza la figura di Guareschi e la sua opinione circa il secondo conflitto mondiale, avendolo vissuto in prima persona in qualità di deportato. Vuole riportare in auge quelli che per lui sono i valori fondamentali di Dio, famiglia e madre patria in un periodo, quello del secondo dopoguerra, in cui con l'avvento dei nuovi mezzi di comunicazione, viene meno l'educazione tradizionale e quindi tutti quei valori a lui cari.
Pag. 306-318
RECENSIONI
Glossario di Informatica Umanistica , a cura di Antonello Fabio Caterino, Marcello Bolpagni, Marco Petolicchio, Alessandra Di Meglio, Vincenzo Vozza
Ururi , Ed. Al segno di Fileta - 2019 (Elena Bilancia)
pag. 320-321


SERGIO LUZZATTO, Max Fox o le relazioni pericolose
Torino , Ed. Einaudi - 2019 (Rossano De Laurentiis)
pag. 322-326