APROSIANA

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Rivista annuale di studi barocchi

Anno 2008 - N. 16
(a cura di De Miranda Girolamo)


FRANCO VAZZOLER, Aprosio e il mondo barocco: con le celebrazioni, l'auspicio di ulteriori approfondimenti
In occasione della celebrazione dei quattrocento anni dalla nascita di Angelico Aprosio, si ricordano alcuni studi critici novecenteschi e si entra nell'officina del celebre frate ligure per giungere ad una più precisa definizione della sua erudizione, tesa a compilare, a catalogare l'esistente, una memoria pre-muratoriana.
Pag. 9-12
SAGGI CRITICI
MICHELE VITTORI, Paradigmi intellettuali moderni e traditio cristiana. Bruno, Campanella e Galilei innanzi ai Padri della Chiesa
Lo studio si pone l'obiettivo di indagare l'immagine della traditio (costituita dai Padri della Chiesa) emersa dalle opere di Bruno, Campanella e Galilei. Nei primi due filosofi si riconosce un punto d'origine comune di natura ermeneutica, nelle loro pagine vi è giusto equilibrio tra novità filosofiche e traditio cristiana. Mentre in Bruno però tale binomio è ridefinito sulla scorta della teoria vicissitudinale, in Campanella l'immagine di Cristo «prima ragione» sottende a una visione armonica e progressiva dello iato tra traditio e novitas. La concezione rinascimentale dell'uomo e del suo progresso di tipo totalizzante, illustrata dai due pensatori, è ben lontana dunque dalla "modernità" metodologica e dalla scienza quantitativa di Galilei.
Pag. 15-31

LEANDRA SCAPPATICCI, Manoscritti francescani "itineranti" della Biblioteca Civica Aprosiana di Ventimiglia
I manoscritti posseduti dal Convento dell’Annunziata di Ventimiglia, attualmente conservati presso la Biblioteca Civica Aprosiana sono libri “itineranti” perché prodotti altrove, in congregazioni francescane del basso Piemonte o dell’area genovese, giunsero nella città del Ponente ligure nel 1579 e intorno al 1693, negli anni in cui la Chiesa veniva dotata di un organo e di un coro. I libri, qui descritti e esaminati per la prima volta, sono codici destinati al canto durante la liturgia: l’Antifonario in quattro volumi (Mss. 33, 34, 35 e 36), il Graduale (Ms. 37) – entrambi riccamente decorati e attribuibili alla fine del XIV e all’inizio del XV secolo – e il Graduale-Kyriale del 1693 (Ms. 39).
Pag. 32-57

MARIA CELESTE COLA, Il catafalco di Giovan Battista Contini per le esequie di Bartolomeo Ruspoli nella chiesa romana di Santa Maria in Vallicella
Il contributo si propone di ricostruire, attraverso i contratti e le giustificazioni di pagamento ad artisti ed artigiani, l’episodio della celebrazione delle esequie di Bartolomeo Ruspoli da parte del nipote Francesco che nel 1681 commissiona all’architetto Giovan Battista Contini la costruzione di un catafalco funerario. L’invenzione dell’apparato effimero, restituita da un disegno dello stesso Contini e da una incisione di Jean Collignon, probabilmente legata ad un movente emblematico legato all’arme di Casa Ruspoli, si inserisce all’interno della produzione di apparati funerari realizzati da Contini sull’esempio del catafalco berniniano di Guiron de Ville del 1669.
Pag. 58-82

DANIELA CARACCIOLO, Antichi libri di farmacia e l'arte distillatoria nel Seicento: un percorso per immagini
Recuperando uno spunto di riflessione offerto fin dal 1988 da Lucia Tongiorgi Tomasi sui frontespizi del libro scientifico dal XVI al XVII secolo, il presente studio vuole indagare gli apparti figurativi di una speciale categoria testuale scelta tra i numerosi ripiani di una immaginaria biblioteca, quella dei testi a stampa di medicina e di farmacologia del Seicento. I frontespizi e le antiporte, oltre che configurarsi prologhi, sintesi e “spazi di rappresentanza” per autori, dedicati o committenti, assumono il loro precipuo significato nel solco delle dispute scientifiche contemporanee, tra i tradizionalisti legati a Galeno e i moderni sostenitori di Paracelso, recandone talora i simboli o rimandi più evidenti. Durante il percorso tracciato, è emerso quanto le incisioni si ispirino a modelli architettonici, imitandone lo spazio statico o diviso in compartimenti.
Pag. 83-111

TERESA M. GIALDRONI, Dalla Biblioteca Comunale di Urbania: due raccolte musicali per un interprete
L'articolo propone la disamina di due codici custoditi ad Urbania, grazie ai quali è possibile tracciare meglio l'identikit della "cantata romana" barocca. Analisi comparativa, attenzione alle fonti si affiancano al ritratto del cantante Ippolito Fusai, per il quale i testi furono composti. In appendice è possibile gustare metrica e accensione metaforica, aspetti stilistici che Fusai seppe sicuramente apprezzare per bene.
Pag. 112-132
RECENSIONI
OLIVIER LE BIHAN, PATRICK RAMADE (A CURA DI), Splendeur de Venise, 1500-1600: peintres et dessins des collections publiques françaises. Catalogue d'exposition
Paris , Ed. Somogy - 2005 (Linda Borean)
pag. 135-139


BERNARDINA SANI, Ottavio Leoni. La fatica virtuosa
Torino , Ed. Allemandi - 2005 (Raffaele De Giorgi)
pag. 139-143


Francesco Oradini: sculptor ecelentissimus et architectus celeberimus, 1699-1754. Catalogo della mostra , a cura di Luciana Giacomelli, Giuseppe Sava
Trento, Bezzecca (Tn) , Ed. Provincia Autonoma di Trento, Comune di Bezzecca - 2004 (Paolo Dalla Torre)
pag. 143-145


LOREDANA LORIZZO, La collezione del cardinale Ascanio Filomarino. Pittura, scultura e mercato dell'arte tra Roma e Napoli nel Seicento con una nota sulla vendita dei beni del cardinal Del Monte
Napoli , Ed. Electa Napoli - 2006 (Cecilia Mazzetti di Pietralata)
pag. 146-148


MAURO SIMONAZZI, La malattia inglese. La melanconia nella tradizione filosofica e medica dell'Inghilterra moderna
Bologna , Ed. Il Mulino - 2004 (Stefano Villani)
pag. 149-151


MONICA BRINDICCI, Libri in scena. Editoria e teatro a Napoli nel secolo XVII
Napoli , Ed. Dante & Descartes - 2007 (Giovanna Sparacello)
pag. 151-154


Francesco Cavalli. La circolazione dell'opera veneziana nel Seicento , a cura di Dinko Fabris
Napoli , Ed. Turchini Edizioni - 2005 (Lucio Tufano)
pag. 154-159

NOTE
FEDERICO TRASTULLI, La città committente: architettura ed arte barocca romana in una mostra nel mausoleo di Adriano
In occasione della mostra dal medesimo titolo, curata da Marcello Fagiolo e Paolo Portoghesi, si fa il punto sul ruolo dei tre artisti (da Cortona, Bernini, Borromini) nella Roma del seicento. La città appare un notevole palcoscenico di sperimentazioni (culturali, scientifiche), mentre l'Italia diviene provincia del Mediterraneo e la Francia riluce. La munificenza papale innalza alcuni, gli effetti della riforma cattolica in parte sfumano; le arti si adeguano. Roma, in futuro, sarà mai più così grande?
Pag. 163-169

STEFANO VILLANI, Alla corte dei sovrani inglesi. Scenografia e progettazione architettonica in un saggio di Caterina Pagnini
Pur sintetizzando i temi presentati da Pagnini nel suo saggio, l'autore arricchisce di considerazioni il panorama illustrato: l'Inghilterra del Seicento e degli Stuart, il rapporto di quel regno con il ducato di Toscana, con tanti uomini di potere e di cultura italiani. Particolare attenzione è riservata all'artista Costantino de' Servi, al suo soggiorno inglese, agli spettacoli da lui firmati, come al diplomatico Ottaviano Lotti. L'Inghilterra come terra di conquista e come terra che conquista.
Pag. 170-174

STEFANO AGOSTINO MORETTI, Le astuzie del comico: un ritratto (non convenzionale) di Giovan Battista Andreini negli studi di Fabrizio Fiaschini
Dagli studi di Fiaschini ecco il ritratto a tutto tondo di un noto comico secentesco, Giovan Battista Andreini, con le peripezie della sua esistenza vissuta tra ambizioni culturali, dissesti economici sempre possibili, probabili critiche ecclesiastiche. Al lato è la storia dell'intera famiglia Andreini, della Firenze e dell'Italia tutta che si nutrono di spettacoli ma faticano a riconoscere in Giovan Battista e nei suoi colleghi lo status di autentici professionisti. Il teatro, il suo caos creativo per molti secoli hanno fatto paura.
Pag. 175-179

ROBERTO SCOCCIMARRO, Teatro e musica nella Napoli settecentesca di Stefano Capone
È analizzata l'opera di Capone, pagine che colmano una vistosa lacuna della musicologia italiana e sono dunque un notevole studio monografico sulla commedia per musica della capitale vicereale. L'articolazione del volume è molto chiara: il capitolo iniziale è una ricognizione storiografica; il secondo affronta la fenomenologia teatrale nella Napoli della prima metà del Settecento; il terzo descrive le strutture testuali ed il quarto presenta le opere polemiche, parla di censura e di alcuni aspetti della ricezione della commedia per musica nella città partenopea. L'ultimo capitolo è centrato sul sistema produttivo. Scoccimarro non trascura le appendici ricche dell'opera di Capone: Napoli nel Settecento appare ancora più ricca e stimolante.
Pag. 180-185

GIROLAMO DE MIRANDA, Prima della fine. Eclissi e luci d'arte caravaggesca in un breve romanzo di Andrea Camilleri
È un piccolo omaggio ad Andrea Camilleri, alla sua capacità mimetica di ricreare una possibile lingua secentesca, quella di Caravaggio, d'immergersi nei chiaroscuri delle sue tele ultime, dense di poesia e di tragedia, di suggerire letture filosofiche eterodosse. In controluce sono la vita stessa del noto scrittore siciliano, le sue innumerevoli curiosità erudite, il gusto del mistero, aspetti che hanno fatto esplodere in questi ultimi anni lo straordinario successo di Camilleri. Non nuovo a pastiche linguistici, a contaminazioni di generi e di realtà culturali (in tal caso appunto pittura, letteratura, filosofia), il narratore è legato a filo doppio all'universo italiano del XVII secolo.
Pag. 186-190