RISCONTRI

Rivista quadrimestrale di cultura e di attualità fondata nel 1979 da Mario Gabriele Giordano.

Quadrimestrale
Direttore: Ettore Barra.
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Rubriche: Editoriale; Studi e contributi; Occasioni; Miscellanea; Asterischi; Recensioni.

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Rivista di cultura e di attualità

Anno 2019 - N. 1
GENNAIO-APRILE
(a cura di Ettore Barra)

EDITORIALE
ETTORE BARRA, Potere della neolingua e neolingua del potere
L’editoriale analizza la neolingua del politicamente corretto, con particolare attenzione alle parole che caratterizzano l’attuale dibattito politico. Parole che spesso perdono i loro significati originali per acquisirne altri del tutto arbitrari e non motivati, da utilizzare in modo strumentale contro l’avversario di turno. Con inquietanti analogie col Grande Fratello orwelliano e pratiche, come quella dei «due minuti d’odio», che sembrano aver trovato nuova vita sui social media.
Pag. 7-12
STUDI E CONTRIBUTI
ROBERTA ROSSELLI, L’Epitome de Caesaribus. Analisi dell’opera nel contesto della storiografia tardoantica
Il lavoro descrive lo stato attuale degli studi circa l’Epitome de Caesaribus, un’opera storiografica scritta da un autore anonimo della tarda antichità, che getta luce su quel periodo di difficile definizione che è la fase di passaggio dalla crisi dell’Impero romano al Medioevo. Dopo una ricognizione delle informazioni relative a ipotesi di datazione e identificazioni di fonti, si procede ad un’analisi, basata anche sul confronto con Eutropio, dei contenuti; l’Epitome de Caesaribus, nella sua insistenza sul tema della clemenza e nel suo tradire un indirizzo filopagano, svela al contempo una finalità non solo cronachistica e documentaria ma, soprattutto, pedagogica; essa è un invito affinché la grandezza del passato non venga rinnegata, al di là delle convinzioni e delle idee religiose.
Pag. 15-38

PIERVITTORIO FORMICHETTI, Metamorfosi dannunziane. Le ‘reincarnazioni’ della “Pioggia nel pineto”
Gabriele D’Annunzio, del quale nel 2018 è ricorso l’ottantesimo anno dalla morte, in una lettera del 1896 vantava di avere una «capacità di metamorfosi prodigiosa». Se si guarda all’abilità stilistica e letteraria con la quale il Vate sapeva trasformare l’immagine di se stesso a seconda del pubblico di lettori o di ascoltatori cui si rivolgeva con le sue composizioni poetiche o con i suoi discorsi politici, si deve concordare con questa sua descrizione di sé. Il polimorfo scrittore, infatti, era abilissimo non soltanto nel presentare se stesso mutando il proprio stile espressivo a seconda delle circostanze, ma anche nell’autorappresentazione intradiegetica, cioè interna alle proprie poesie: il D’Annunzio-personaggio vi si presenta, di volta in volta, uomo agreste, espressione della sua terra natale (l’Abruzzo) ne I pastori; figlio devoto all’anziana madre in Consolazione; amante appassionato e lirico, quasi permeato della linfa stessa della Natura fino a diventare un tutt’uno con essa, in La pioggia nel pineto. Quest’ultima, uno dei suoi capolavori, sembrerebbe avere assorbito nel suo testo e nel suo destino la capacità metamorfica dell’Autore, perché tra le sue molte composizioni è quella che nel tempo, per ragioni sia stilistiche sia di adattabilità del testo, ha subito una serie di metamorfosi che l’hanno trasformata in espressione di critica alla società contemporanea con Piove di Eugenio Montale; di pura comicità demenziale nel cinema con il film È arrivato mio fratello (Castellano & Pipolo); di satira sull’attualità politica con La pioggia nel grilleto, apparsa su un blog satirico in Internet durante la crisi di governo dell’aprile 2013.
Pag. 39-70

FEDERICA MONTELEONE, La dimensione storica dell’alterità tra sollecitudine pastorale ed esperienza giuridica medievale
In un tempo di migrazioni di massa e di crisi economica, papa Francesco ha proposto una nuova fenomenologia dell’Europa a partire dalle sue radici cristiane e dal riconoscimento della presenza dei poveri nella storia. Contro la cultura “dello scarto” e “dell’indifferenza”, il “nuovo umanesimo” bergogliano si sostanzia nella concretezza del messaggio evangelico dell’apertura verso l’Altro, in quanto fondamento della fede secondo l’intera tradizione biblica. Nella riflessione del pontefice, l’incontro con il povero permette all’uomo di immergersi nel movimento della storia e di riscoprire la memoria della propria identità. In questa prospettiva papa Francesco ha rilevato la necessità di una “trasfusione” della memoria, al fine di promuovere processi in cui teologia e politica non possano, su differenti piani, che convergere verso un unico scopo. La dimensione contemporanea del sapere storico implica riconoscere il carattere di interesse collettivo, che la riflessione su alcuni temi e momenti storici può assumere. Il saggio analizza il sistema di misure assistenziali e giurisdizionali in favore dei pauperes, e di altri soggetti socialmente deboli, da parte delle istituzioni laiche ed ecclesiastiche, tra età tardoantica e altomedievale. Ne deriva un modello di tutela sociale sorprendentemente moderno, capace di uniformare un impero nel quale coesistevano popoli differenti per lingua, leggi e tradizioni, che annuncia quella che sarà un’Europa aperta alle ondate dell’immigrazione.
Pag. 71-100
OCCASIONI
SALVATORE LA VECCHIA, LO STATO DELL’ARTE CONTEMPORANEA Emin, Hirst, Abramovič, Banksy… ultimo orizzonte dell’arte?
È ancora possibile maturare un giudizio estetico critico dopo che sembra essersi dissolto nel mare magnum dell’arte contemporanea qualsiasi canone della tradizione classica? Il sentiero del bello, che ha avuto inizio nell’antica Grecia e ha attraversato il Rinascimento, il Romanticismo, l’intera storia dell’arte fino alle soglie delle avanguardie novecentesche, sembra essersi interrotto in una proliferazione incontrollata di forme e di generi che vanno dalla pittura, scultura, architettura alle installazioni, performance, coreografie, utilizzando video, radiografie, endoscopie e mescolando colori, marmi e pietre con escrementi, sperma, peli, unghie, per rappresentare languide parvenze poetiche ed esporre corpi deturpati da gesti violenti, ferimenti e perfino suicidi. E tutto si pretende sia arte. E la differenza tra un prodotto e l’altro non sembra più essere determinata dai valori estetici, ma da quelli del mercato. Ma l’arte contemporanea è per davvero solo uno sterminato stercorario?
Pag. 103-117
MISCELLANEA
VALENTINA DOMENICI, Le diverse forme della “scrittura di sé”: il percorso letterario di Emmanuel Carrère
La ricca ed eterogenea produzione letteraria di Emmanuel Carrère, in parte raccolta in un testo di recente pubblicazione dal titolo Propizio è avere ove recarsi (Adelphi, 2017), testimonia il percorso artistico e creativo estremamente singolare di questo autore, i cui lavori si sottraggono da sempre a ogni tipo di classificazione o definizione convenzionali. Il filo rosso che sembra percorrere, sin dagli esordi, la maggior parte delle sue opere è quello dell’autobiografia, meglio definibile, nel caso di Carrère, come “scrittura di sé”; quest’ultima non implica solo il desiderio di attingere, per la costruzione narrativa dei suoi lavori, dalla propria vita e dalle proprie esperienze personali, ma riguarda, in un senso più ampio, l’intreccio e il confine sottile tra l’uomo e lo scrittore, tra l’arte, la letteratura e la vita. Dove inizia la finzione letteraria e dove subentra il diretto vissuto di Carrère? La domanda, che può emergere tra le pagine dei suoi “non-romanzi”, resta volutamente sospesa, e appare all’autore non di rilevante importanza.
Pag. 121-127

GUIDO TOSSANI, TOPOGRAFIA FIORENTINA NELLA DIVINA COMMEDIA
Dante, seppur esiliato, ha sempre pensato e rammentato Firenze nella Divina Commedia, dando testimonianza della città che aveva conosciuto e vissuto, attingendo alla malinconia della sua memoria e allo sdegno della sua passione politica. Dall’inizio dell’esilio cominciò in Dante la rielaborazione di Firenze come memoria: Firenze divenne il ricordo di Firenze. Fu una memoria duplice, che si soffermò su due Firenze successive e diverse: la Firenze di Cacciaguida e la Firenze propriamente dantesca, alla fine del tredicesimo secolo. Nessuna delle due città fu mai effettivamente osservata dal poeta, la prima perché apparteneva al passato predantesco, anche se persisteva nella sua continuità materiale, fatta di palazzi, ponti, chiese; la seconda perché andava costituendosi nei suoi tratti più caratteristici proprio quando Dante lasciò la città per l’ambasceria romana e l’esilio che ne seguì. Nell’un caso o nell’altro tutte le citazioni, visioni e descrizioni fiorentine, contenute nella Commedia, sono state elaborate durante l’esilio: non sono osservazioni in tempo reale, ma ricordi e dal ricordo traggono il pathos che, legandosi alle vicende personali del poeta, le rende ora nostalgiche, ora sdegnose, ora dolenti. La topografia fiorentina è ricavata dalla memoria ed è in funzione dei pochi cenni autobiografici che il poeta inserisce nella sua opera; tale autobiografia, d’altra parte, illumina sempre  certi momenti di particolare significato religioso e morale, il racconto dei quali non ha il fine di appagare la curiosità dei lettori fornendo loro notizie di carattere personale, ma di testimoniare quella che Benedetto Croce chiamava “un sentimento del mondo, fondato sopra una ferma fede, un sicuro giudizio e animato da una robusta volontà”.
Pag. 129-152

CARLO DI LIETO, La seduzione dell’altrove nella Quinta dimensione. Poesie scelte 1958-2018 di Corrado Calabrò*
Dopo La donna e il mare. Gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò (Vallardi Editore, 2016) e Corrado Calabrò e “la materia dei sogni” (Vallardi Editore, 2018), due monografie di taglio psicoanalitico, dedicate dall'autore a Calabrò, non poteva mancare questa preziosa silloge della Mondadori: Quinta dimensione. Poesie scelte 1958-2018, a offrire un’ulteriore opportunità per indagare trasversalmente, con il metodo delle libere associazioni, sulla seduzione dell’oltre e dell’altrove, nei sotterranei psichici della magica poesia di Calabrò. Strutturata secondo un’ottica tematica, molto illuminante, in questa silloge viene delineata in toto la complessa e policentrica poesia di Calabrò, nel segno della quinta dimensione.
Pag. 153-162

MARCO MERCATO, La città ideale di Leonardo da Vinci fra necessità storica e filosofia politica.
Durante la sua permanenza a Milano, Leonardo da Vinci ebbe modo di pensare ad una possibile risistemazione della città, sia per motivi legati ad una maggiore vivibilità sia per motivi politici. Il suo progetto di città ideale, tuttavia, non solo rispondeva alle immediate esigenze della politica sforzesca ma traeva anche ispirazione dal proprio pensiero, articolato e complesso ma non particolarmente noto al grande pubblico. La città ideale di Leonardo, insomma, è solo l'elemento più conosciuto di un insieme di acutissime riflessioni sui problemi e i temi del proprio tempo che fanno capire anche, per quanto sia possibile farlo solo parzialmente, quanto alla figura del grande pensatore solitario, sognatore e precursore si accompagnasse quella del pragmatico “uomo di corte” e del filosofo che aveva a cuore la sorte del genere umano. Non fu il primo a pensare ad una realizzazione concreta di un simile sogno ma si può dire con sufficiente sicurezza che fu l'ultimo in quanto pochi anni dopo, con l'inizio delle Guerre d'Italia, l'ordine stabilito e ogni nuova possibilità di miglioramento cessarono, ponendo fine ad una breve ma significativa stagione della storia dell'arte e del pensiero.
Pag. 163-174
ASTERISCHI
FRANCESCO D’EPISCOPO, Se telefonando…
Nell'asterisco "Se telefonando..." si evidenziano i risultati grotteschi di una autentica epidemia sociale, legata all'uso indiscriminato dei telefonini nei luoghi pubblici. Sarebbe opportuno invocare una legge che lo vietasse o lo limitasse, per difendere la privacy e la libertà di ognuno di noi.
Pag. 177-178
RECENSIONI
AGNESE RUMIANO, Utenze bloccate. Irreperibili nell’Era Digitale
, Ed. Albatros - 2018 (Giuseppina Di Luna)
pag. 181-184


AA. VV., Heat – La Sfida
(Angelo Di Franco)
pag. 184-186


NICOLA FARINA, L’IRONIA DELLA CHIAVE. Romanzo psicoanalitico
, Ed. Teseo Editore - 2018 (Ettore Barra)
pag.