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Barberi Squarotti Giovanni, L'intenzion de l'arte. Studi su Dante

Milano, Franco Angeli, 2014, 144 p., 18 euro

L'intenzion de l'arte è la disposizione del poeta rispetto alla propria materia, secondo la formula ricavata da una similitudine che si legge nel primo canto del Paradiso ("come forma non s'accorda / molte fïate a l'intenzion de l'arte, / perch'a risponder la materia è sorda") e che riflette bene il carattere, per Dante tutt'altro che pacifico, del rapporto fra l'autore, il suo oggetto, il linguaggio e lo stile che devono esprimerlo. La riflessione su questi aspetti, e in generale sui problemi di teoria dell'arte e di poetica che sono connesse alla scrittura del poema "al quale ha posto mano e cielo e terra", costituisce senza dubbio un asse portante del testo e dunque rappresenta una prospettiva privilegiata per leggerlo. E da questa prospettiva emerge come la definizione della nuova poesia proceda comunque da una sostanziale fondazione nella classicità. L'estesa panoramica sulla Commedia offerta da questo volume si sviluppa essenzialmente intorno a questo punto di vista, comprendendo questioni trasversali di poetica e di esegesi o analisi dedicate a temi, episodi o specifici nodi interpretativi (i canti di Ugolino e l'intertestualità dantesca, il ritorno a Beatrice nel Paradiso terrestre, gli elementi di una teoria dell'arte che affiorano nella terza cantica).