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Giuseppe Parini, La Colombiade. Le poesie in dialetto. Gli Scherzi, a cura di Stefania Baragetti, Maria Cristina Albonico, Giovanni Biancardi. Introduzioni di Stefania Baragetti, Davide De Camilli, Giovanni Biancardi

Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2015, 192 p. con figure in bianco/nero n.t., Euro 48 (brossura); Euro 88 (rilegato)

All’infuori del Giorno e delle sue complesse varianti, della giovanile raccolta Alcune poesie di Ripano Eupilino, delle Odi e degli scritti per il teatro a vari livelli di finitezza, esiste tutto un corpo di versi pariniani, prevalentemente definiti dai precedenti editori Poesie varie e presentati magari con qualche distinzione interna, utile a giustificarne la disposizione. Si tratta di composizioni piuttosto diverse tra loro per metri e dimensioni, per toni, occasioni, collocazione e fortuna, con esiti che vanno dal frammento irrilevante al carme perfettamente riuscito; di conseguenza pure la rielaborazione critica è stata poco sistematica. Numerose difficoltà si prospettano per una soddisfacente edizione: di molte liriche è incerta la data, in presenza di più stesure a volte mancano elementi sufficienti per stabilire l’ultima volontà dell’autore, persino l’autenticità in alcuni casi è dubbia. Mentre le recenti riletture dei manoscritti stanno orientando la Commissione a ricostruire un progetto autoriale di scelta e ordinamento, con altre verifiche si è vista l’opportunità di sfilare dal corpus delle Varie tre gruppi di versi, riconoscendone l’autonomia: la traduzione del IX canto della Colombiade di Madama du Boccage, le poche liriche composte in dialetto milanese e, infine, Gli Scherzi. Per ognuno di essi esistono chiari elementi distintivi, trattandosi nel primo caso non di una creazione originale, ma di una traduzione dichiarata. Nel secondo la discriminante è innanzi tutto linguistica, ma non solo, data l’attrazione tematica e stilistica che l’uso del dialetto induce e viste le note prese di posizione di Parini sulla letteratura vernacolare, qui ripercorse nell’introduzione di Davide De Camilli e ampiamente trattate nel secondo volume di questa Edizione Nazionale, dedicato alle polemiche linguistiche. L’unità e la completezza del ciclo degli Scherzi appariranno evidenti a chi li leggerà nell’attuale disposizione, ma tali non furono per circa due secoli a causa del modo in cui vennero presentati a partire dall’edizione del Reina e nonostante le felici intuizioni novecentesche di Arnaldo Foresti, dalle quali sono partiti gli approfondimenti dell’attuale curatore Giovanni Biancardi, che restituisce nella sua purezza l’incanto settecentesco di una gustosa silloge scherzosa. Le poesie in dialetto fungono da elemento di coesione, da un lato con la Colombiade per i comuni collegamenti con il contesto culturale e accademico milanese, dall’altro con Gli Scherzi per il modo di mostrare particolarità e conseguenze dei costumi del tempo, fra riso giocoso e ironia, offrendo frammenti significativi di uno spaccato che naturalmente con più ampio respiro si realizza nelle opere maggiori. Per questo le tre sezioni, benché autonome e con distinti curatori, possono ben coesistere in un solo volume, dotato di indici e tavole cumulative. (Presentazione)