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Greta Salvi, Scenari di libertà. Teatro e teatralità a Milano durante il Triennio Cisalpino (1796-1799)

Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2015, 248 p. con 31 figure in bianco/nero n.t., Euro 48

La vittoriosa invasione francese in Italia da parte dell’esercito guidato da Napoleone Bonaparte apre un periodo di profondi mutamenti politici, sociali e culturali e gravido di significative conseguenze che si ripercuoteranno lungo tutto il XIX secolo. Il volume vuole mettere in luce in che misura e con quali modalità il teatro abbia recepito e riflesso i cambiamenti in atto e quali siano le permanenze e le discontinuità nella teoria e nella pratica teatrale del triennio rispetto al periodo precedente, quando Milano e la Lombardia erano sotto il dominio austriaco. Per affrontare lo studio del teatro milanese del triennio Cisalpino è opportuno discostarsi dalla visione semplicistica che lo liquida come "giacobino" e lo dipinge come unicamente finalizzato ad una propaganda filo-francese e filo-rivoluzionaria. Le tragedie, le commedie, i drammi per musica e i balletti ispirati a principi della Rivoluzione Francese costituiscono solo una minima percentuale del repertorio rappresentato sulle scene milanesi durante il triennio. Tuttavia, questi spettacoli costituiscono un punto di svolta, uno scatto in avanti rispetto ad abitudini consolidate. Il loro significato nella storia del teatro e la reale portata della loro carica innovativa possono essere compresi solo attraverso un’analisi puntuale e approfondita, che includa lo studio del contesto storico, sociale e culturale in cui le manifestazioni performative e para-performative si inseriscono. (Dall’Introduzione)