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Emanuele De Luca, «Un uomo di qualche talento». François Antoine Valentin Riccoboni (1707-1772): vita, attività teatrale, poetica di un attore-autore nell’Europa dei Lumi

Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2015, 290 p., Euro 58

L’esperienza dei comici italiani in Francia tra il Sedicesimo e il Diciottesimo secolo conta ormai una letteratura abbondante e apporti storico-critici di valore, che mettono in rilievo l’importanza degli scambi culturali tra i due paesi. Il viaggio dalla penisola alla Francia rappresenta il passaggio e l’incontro di competenze tecniche, poetiche e performative, sia perché i testi drammaturgici valicarono le Alpi in una migrazione costante di temi, soggetti e generi che nutrirono i contesti spettacolari ultramontani, sia perché, a loro volta, gli italiani emigrati si arricchirono proprio da quei contesti stranieri per la loro produzione artistica, in termini di nuove ibridazioni, di nuovi generi, nuove poetiche, e quindi nuove drammaturgie, sia letterarie che performative. Da qui l’importanza che ha assunto negli ultimi decenni lo studio della vita e dell’attività degli attori, della loro produzione e degli scambi culturali miranti a mettere in luce la loro attività professionale, la loro pratica attoriale e autoriale e il loro lavoro teorico. È nell’intreccio di questi elementi, all’insegna di una interdisciplinarietà che leghi prospettive storiche e teatrali ad approcci letterari e teorici, che si può cogliere la reale posizione e il reale apporto degli artisti della Comédie Italienne, in particolare nel corso del Diciottesimo secolo. All’incrocio di tutti questi aspetti e di queste angolazioni intende porsi il lavoro su François Antoine Valentin Riccoboni, che rappresenta il paradigma di tutta l’evoluzione del teatro degli Italiens in Francia e, allo stesso tempo, il prisma attraverso cui guardare a quell’esperienza nelle sue direttrici estetiche, poetiche e teoriche. Lo studio si propone di indagare la reale portata di questo personaggio, particolarmente trascurato dalla storiografia e dalla critica, nel contesto degli scambi culturali tra Italia e Francia, in quello del teatro della Comédie Italienne di Parigi, ma anche, più in generale, nel contesto del teatro francese ed europeo del Diciottesimo secolo.