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Giorgio Chiesura, a cura di Beatrice Bartolomeo

Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2016, 140 p., Euro 28


«Con questo volume si presentano gli Atti del convegno intitolato Giorgio Chiesura, tenutosi a Padova il 10 e l’11 giugno del 2014. A innescare il richiamo dell’interesse critico su questa figura di scrittore è stata la presenza del ‘Fondo Chiesura’ nell’Archivio degli Scrittori Veneti del Novecento, archivio annesso all’Università degli Studi di Padova e diretto da Cesare De Michelis. Si tratta di un lascito ricchissimo che i familiari di Giorgio Chiesura hanno donato perché fosse custodito e soprattutto messo a disposizione degli studiosi. Enza Del Tedesco, illustrando il Fondo che di questi Atti è il seme generatore, ci dice che "il materiale conservato riguarda l’intera biografia dell’autore, a cominciare dai diari di prigionia dove è internato dal settembre 1943 al 25 aprile 1945, fino ai numerosi dattiloscritti dell’ultimo romanzo rimasto inedito, al quale Chiesura lavora dal 1971 fino al 1984, e che continua a rimaneggiare fino al 1987. Si conserva inoltre un voluminoso carteggio a editori, scrittori, traduttori e saggisti, ai quali e con i quali Chiesura scrive del proprio lavoro". Tale materiale costituisce un bacino proficuo di indagine e anzi si spera che questo volume, in cui per la prima volta si tenta di delineare criticamente il profilo dello scrittore, della sua opera e della sua figura di intellettuale e uomo, rappresenti la spinta utile per nuove investigazioni. Si può conoscere e approfondire l’esperienza di prigionia attraverso i contributi di Rolando Damiani, Silvio Ramat, Ricciarda Ricorda, Paola Trevisan, Enrico Meloni, i quali puntano la loro attenzione critica su Sicilia 1943 e La Zona immobile, mentre delle altre due opere essenziali nella produzione di Chiesura, Devozione e Villa dei cani, si occupano Ferdinando Camon e Monika Lustig. A Chiesura uomo si rivolgono le relazioni di Cesare De Michelis, di Alberto Ongaro e della nipote Valentina Chiesura, la quale ci regala immagini di vita privata che molto altro ancora dicono di lui; infine, di nuovo Enza Del Tedesco, pubblicando una breve autobiografia inedita di Giorgio Chiesura, lascia che sia egli stesso a parlarci, sinteticamente ma assai efficacemente, di sé». (Dalla Premessa).