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Viaggi e paesaggi di Guido Piovene, Atti del convegno, Venezia-Padova, 24-25 gennaio 2008, a cura di Enza Del Tedesco e Alberto Zava

Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2009, 284 p., euro 56

Nella ricorrenza del primo centenario della nascita di Guido Piovene (1907-2007), la Regione Veneto, in collaborazione con vari enti culturali ed università, ha dato il via ad una serie di iniziative tese a celebrare questa ricorrenza: fra esse, anche un convegno di studi dal titolo Viaggi e paesaggi di Guido Piovene, ideato e organizzato da Giancarlo Galan, da Cesare De Michelis e dai rispettivi Dipartimenti di Italianistica di afferenza, convegno che si è tenuto tra Venezia (Aula Magna Ca' Dolfin) e Padova (Sala degli Anziani, Palazzo Moroni) nelle giornate del 24 e del 25 gennaio 2008. Di esso si pubblicano ora gli atti in questo volume, destinato, per merito del tenore qualitativo degli interventi critici che lo compongono, a divenire un eccellente contributo scientifico sullo scrittore vicentino. L'argomento prescelto si presta a mettere in luce meglio di ogni altro la produzione sia narrativa che saggistica pioveniana. Infatti se esistono due parole chiave in grado di dare conto in termini eccellenti dell'articolato laboratorio della scrittura di Guido Piovene, lungo tutte le sue scandite realizzazioni, ossia in prove che vanno dalla novella al romanzo, dal reportage all'intervento giornalistico, dal saggio al pamphlet, queste sono per antonomasia il viaggio e il paesaggio. A patto che assumiamo i due termini in accezioni che spaziano dal letterale all'allegorico, ossia leggendole anche in quanto paradigmi di conoscenza dalle valenze interiori. La doppia griglia suggerita dai due termini, infatti, sia che li cogliamo isolatamente, sia in reciprocità, è capace di individuare alcuni percorsi interpretativi di singolare interesse. I contributi che appaiono pubblicati in questa sede si sono occupati di molte delle ‘geografie dell'anima’ esperite dal vicentino: viaggiatore straordinario degli spazi e dei tempi a lui contemporanei, dotato di un occhio così penetrante da dischiudere dinanzi all'orizzonte ricettivo del destinatario ipotesi ‘visive’ e ‘visionarie’ che restano ancora magistrali.