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Novara, Interlinea, 2008, 64 p., euro 10

Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, venticinque anni dopo avergli dedicato La notte della cometa, un libro costantemente ristampato. Nel nuovo Natale a Marradi (in uscita a novembre da Interlinea), piccolo omaggio al poeta amato,Vassalli scrive: «È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico… Eppure per Dino Campana l’ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa… Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d’infanzia all’unica persona che aveva avuto un moto d’affetto nei suoi confronti…».

Novara, Interlinea, 2008, 176 p., euro 15,00

Di Mario Soldati, uno degli scrittori e registi più originali e significativi della cultura contemporanea, figura inconsueta e complessa nel panorama del Novecento italiano, di cui è un testimone ideale, presentiamo in questo volume una raccolta di testi dispersi o non facilmente consultabili, perché tratti da libri non ristampati, o addirittura inediti. Tornano in queste pagine (tra fogli di diario, lettere, scritti su arte, cinema o tradizioni popolari) i laghi, i paesaggi e i vini del suo amato Piemonte orientale, «i colori della montagna piemontese, quel violetto, quel blu; il bianco argenteo della betulla nostrana; e l’azzurro del mio cielo […]. L’amore vivo della mia patria, del mio pezzo di patria, il Piemonte, ecco che quando tocca l’entusiasmo e il possesso, come dinanzi a queste montagne queste betulle questo cielo, diventa amore anche di una terra ignota e lontana, diventa qualche cosa di più grande e profondo».

Novara, Interlinea, 2008, 212 p., euro 15,00

Del mondo, della vita che da sempre in me hanno premuto perché li esprimessi, che cosa è rimasto nelle mie molte pagine? Un sentimento di sconforto interrotto e alternato da una conquista dell’anima e della conoscenza: che la piccolezza consentita all’uomo rispetto alla grandezza impensabile della vita sia sentita misericordiosamente e accettata con umiltà. L’umiltà è forse la somma della nostra conoscenza». Queste parole di Mario Luzi del dicembre 2004 esprimono i motivi del libro, un’occasione per tornare a scuola dal poeta, per imparare quel suo sguardo che legge e medita in profondo lo stato delle cose, con il suo ostinato rifiutarsi al male e al negativo, poiché «il mondo non può non avere senso».

Novara, Interlinea, 2008, 184 p., euro 20, 00

Per la prima volta un ritratto complessivo del maggiore storico della letteratura italiana dopo De Sanctis, come è stato definito Dionisotti. L’autore di Geografia e storia della letteratura italiana è presentato a tutto tondo attraverso la vita e le opere, testimonianze, immagini, carte e la bibliografia completa, con interventi vari, anche inediti, tra cui alcune lettere a Lalla Romano, l’introduzione alla sua tesi sul Bembo e una conferenza sul rapporto tra cultura letteraria e sapere scientifico. Dalla Torino degli anni venti e trenta alla Londra della British Library, si è rivelato uno dei lettori più autorevoli dell’ultimo secolo. La sua lezione è ancora viva nella cultura di oggi e nei libri di testo, non soltanto nell’idea che la storia e le opere della letteratura ci aiutino sia a comprendere com’è importante conoscere la tradizione per affrontare il futuro sia a capire che lingue e culture diverse possono e devono convivere.

Novara, Interlinea, 2008, 320 p., euro 25,00

Il volume contiene i più aggiornati studi su Clemente Rebora e una scelta di documenti inediti, come lettere, testimonianze, postille all’Odissea e appunti sul tema della donna nella cultura, con una bibliografia aggiornata. Sono raccolte le relazioni al convegno tenuto in Università Cattolica nel 50° della morte del poeta (avvenuta nel 1957), la cui figura è tradizionalmente spezzata in due dall’evento cruciale della conversione. Ma è proprio vero che la poesia non può farsi preghiera senza snaturarsi? I maggiori studiosi (da Ramat a Tesio, da Carena a Mussini, da Lollo a Giovannetti) ripensano la carriera poetica e spirituale di Rebora in una prospettiva unitaria, adombrata dal verso del Curriculum vitae posto a titolo: “ Quando morir mi parve unico scampo, / varco d’aria al respiro a me fu il canto: / a verità condusse poesia”. A cura di Roberto Cicala e Giuseppe Langella, con una testimonianza di Antonio Riboldi.