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Roma-Padova, Antenore, 2014, 284 p., euro 23

Tasso e l'invenzione letteraria come ricerca di uno spazio tra verità e inganno. Il volume intende far luce su un momento della formazione del Tasso di cui non sono state sinora messe in pieno risalto le implicazioni culturali e ideologiche, ovvero quello dei primi anni della reclusione al Sant'Anna (1579-1582), fino ai successivi e fondamentali passaggi della revisione dei primi Dialoghi, della "riforma" della Liberata, infine dell'allestimento del codice Chigiano delle Rime. Il saggio affronta le modalità attraverso cui le conoscenze e le inquietudini filosofiche del Tasso giungono a una compiuta trasposizione letteraria: un approccio che si fonda principalmente sulla verifica dell'analisi testuale e che attraversa tangenzialmente soprattutto Rime e Dialoghi. Più in generale, ciò che caratterizza il volume nel suo insieme è l'interazione tra la necessaria analisi dei fatti formali e la presa in carico dei contenuti filosofici. Al centro dell'indagine è soprattutto la continua ricerca tassiana di uno spazio intermedio tra verità e inganno, spazio che trova dimora nella dimensione letteraria dell'immaginazione poetica. In un equilibrio che diviene, lungo la storia intellettuale dello scrittore, sempre più problematico ma non per questo meno intenso e determinante.

Roma-Padova, Antenore, 2013, 182 p., euro 22

La canzone di Petrarca. Orchestrazione formale e percorsi argomentativi. Il libro di Marco Praloran, linguista di fama europea, che ha contribuito a innovare gli studi sulla tradizione letteraria tra Medioevo e Rinascimento, propone un tentativo di ricerca a largo raggio sulla forma-canzone in Petrarca, intendendola non solo nelle sue strutture metriche ma soprattutto come modello complessivo di organizzazione del discorso e della significazione. Affiancando capitoli di taglio più teorico e metodologico ad altri che offrono delle serrate letture di testi singoli o di gruppi di testi, l’indagine fonde insieme più livelli di analisi: prosodia e rima, sintassi, processi argomentativi, sviluppi tematici. Ne riesce un’immagine assolutamente innovativa della canzone quale forma estrema dello sperimentalismo di Petrarca, luogo in cui la sublime e splendente complessità formale allude alla difficoltà di rappresentazione del mondo interiore, dominato dalle dinamiche del desiderio e sottoposto alla pressione della temporalità.

Roma-Padova, Antenore, 2011, XII, 292 p., euro 23

Negli ambienti accademici internazionali è da tempo consolidata la tradizione delle letture tematiche, organizzate dai più importanti istituti culturali e scientifici, e tenute dai massimi rappresentanti del mondo delle scienze umanistiche e non. Nel solco di questa prassi, l'importante Centro Scaligero di Studi Danteschi invita ormai da diversi anni i più autorevoli studiosi a tenere, presso la prestigiosa e storica Biblioteca Capitolare di Verona, delle lezioni pubbliche su un determinato tema dantesco, ogni anno differente e originale. Il nucleo è costituito dal tema del corso del 2008/2009, I canti di Cacciaguida (Par., XV, XVI, XVII). Il volume contiene 8 lezioni: - GREGORIO PIAIA, Il ’luogo’ dei filosofi non cristiani in Dante Alighieri; - MARCO ARIANI, Teofania e «dismisura» nel canto XV del 'Paradiso'; - GIUSEPPE CHIECCHI, Il canto XVI del 'Paradiso'; - GIUSEPPE LEDDA, 'Paradiso', XVII; - BRUNO BASILE , L'aquila icona divina della giustizia nel cielo di Giove; - ALESSANDRO GHISALBERTI, Le radici filosofiche e teologiche del 'Paradiso'; - LUCA MARCOZZI, Foscolo, l''Ortis', e il genio di Dante; - LIDIA BARTOLUCCI, Su un manoscritto veronese di Dante.

Roma-Padova, Antenore, 2014, 158 p., euro 18

Nella Commedia i libri più amati dal poeta. Sulla biblioteca di Dante circolano ancora pesanti pregiudizi che vorrebbero farne una raccolta assai modesta, rispetto, ad esempio, a quella molto più ricca del Petrarca e ci si ostina a ripetere che, almeno nel periodo dell'esilio, Dante non poteva possedere molti libri a causa dei suoi continui spostamenti e degli scarsi mezzi economici a disposizione, dimenticando che, prima e dopo l'esilio, ogni città in cui egli soggiornò era in grado di fornirgli nuove opportunità di venire a contatto con i testi che lo interessavano. In mancanza di inventari antichi e di codici superstiti, questo testo si propone di ricostruire la biblioteca di Dante con Dante stesso attraverso una lettura mirata delle sue opere. Nella ricostruzione virtuale della biblioteca di Dante occupano un posto molto significativo il Convivio e il De vulgari eloquentia, due libri scritti con i libri, dove Dante dimostra di poter attingere a piene mani a una gamma assai vasta di conoscenze (e quindi di testi letti e riletti) che era andato accumulando nel corso del tempo, mentre nella Commedia egli elabora in momenti successivi il canone di una propria biblioteca ideale, trasformando i suoi «libri peculiares» in personaggi che soggiornano all'interno del Limbo, se poeti o filosofi pagani o formano le due corone di spiriti sapienti nel cielo del Sole, se teologi, mistici o dotti cristiani.

Nata a Milano nel 1985 dove, dopo la maturità scientifica, ha conseguito nel 2010, con votazione 110 e lode, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, la Laurea di primo livello in Lettere con una tesi in Letteratura per l'infanzia e Storia della Liturgia dal titolo Le preghiere eucaristiche della Messa con i fanciulli,depositata in copia presso la Sede dell'Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana e la Biblioteca del Seminario Vescovile di Reggio Emilia. Terminato il primo ciclo accademico, nel settembre 2010, si trasferisce a Roma iscrivendosi all'Università degli Studi di “Tor Vergata” e perseguendo con massima votazione la laurea magistrale in Letteratura Italiana, Filologia moderna e Linguistica nel maggio 2013 con una tesi leopardiana intitolata «Quel benedetto e beato tempo dov'io sperava e sognava la felicità». Gli scritti puerili di Giacomo Leopardi. Dal settembre 2011 collabora con la Rivista Internazionale di Studi e Documenti «Pirandelliana» e con la «Dante» Rivista Internazionale di Studi su Dante Alighieri (Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma) per la quale ha recensito nel 2011 il volume di Francesco Spera La poesia forte del poema dantesco. Per alcuni anni è stata membro laico della Pastorale Giovanile Agostiniana e in tale veste ha curato l'organizzazione del Primo Meeting Internazionale dei giovani agostiniani tenutosi nel 2006 a Pavia. Sino a due anni fa è stata attiva come educatrice proprio all'interno di parrocchie appartenenti alla Provincia Agostiniana Italiana. Ad oggi coltiva gli studi letterari e al contempo è Responsabile delle Pubbliche Relazioni e della Direzione presso “Le Tre Vele” di Pochesci Antonella & C. Sas.
Per Italinemo cura lo spoglio delle riviste Dante Italianistica.